Indice degli Argomenti
Nota dell’autrice
Utilizzerò di proposito la dicitura alimentazione a prevalente base vegetale al posto di vegana. Credo che l’attenzione a queste proposte sia stata, in passato, ostacolata da parte di intransigenze e dogmatismi di certi vegani della prima ora che non hanno, a mio parere, contribuito all’accoglienza e alla comunicazione di nuovi modelli.
Un affare per noi
Studi sulle popolazioni di Okinawa, dell’Ogliastra (regione storico-geografica situata nella Sardegna centro-orientale) e di Icaria, un’isola della Grecia situata nell’Egeo, hanno identificato nella alimentazione mediterranea a base di cereali integrali, legumi e verdure, una delle ragioni della loro straordinaria longevità in buona salute (vedi Fig. 1). In queste popolazioni, infatti, non solo si ha una percentuale di ultracentenari molto maggiore di quelle mediamente riscontrate, ma si riducono le malattie della senescenza.

Fig. 1) Lo spettro delle diete che comprende tutti o solo alcuni tipi di prodotti a base di animali.
Da sinistra a destra la rappresentazione di una dieta che: comprende tutti i prodotti alimentari (onnivora), comprende tutti i prodotti tranne la carne (pesco-vegetariana) o la carne e il pesce (ovo-latto-vegetariana) per giungere ad una alimentazione che include solo prodotti a base vegetale (vegana).
Purtroppo, negli ultimi 50 anni, la nostra adesione alla dieta mediterranea è stata pervasivamente distolta e sostituita da parte del modello americano, con un correlato incremento di obesità, diabete mellito, patologie vascolari, tumori e malattie degenerative come le demenze.
Quindi, anche se spesso ci convinciamo in buona fede di seguire la dieta mediterranea dei nostri nonni, in realtà questo non avviene più per gli eccessi della trasformazione industriale dei cibi che il mercato, e i modelli occidentali, ci hanno orientato a scegliere.

Fig. 2) Gli effetti di una dieta a base di piante sull'asse microbioma-intestino-cervello.
BMI: indice di massa corporea; HbA1c (emoglobina A1c), colesterolo-LDL (colesterolo-lipoproteine a bassa densità); Trp (triptofano); Tyr (tirosina).
Non solo ad oggi abbiamo tutte le conferme dalla ricerca medico-scientifica che la alimentazione a prevalente base vegetale nell’uomo può sostituire egregiamente la dieta onnivora, ma anche, a differenza di poche generazioni precedenti, abbiamo risorse e tecnologia per ottenere alimenti vegetali con un valore nutrizionale equivalente se non superiore. Vi troviamo infatti una fitta selezione dei cosiddetti nutraceutici o fitofarmaci oltre a longevity factors, enzimi e oligoelementi presenti in natura. Per non dimenticare l’apporto della fibra che consente di “nutrire” il nostro microbiota, fonte di salute per il nostro organismo (vedi Fig.2).
Una scommessa per il pianeta
Le coltivazioni vegetali non intensive, di stagione e possibilmente a Km 0 hanno un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto agli allevamenti e alle colture intensive. Enormi superfici di terreno sono coltivate, con abuso di pesticidi e diserbanti, a cereali e foraggi destinati alla nutrizione animale ed enormi quantità di acqua vengono consumate per ottenere 1 kg di carne destinato alla nutrizione umana. Da uno studio della FAO gli allevamenti intensivi producono quantità di gas responsabili del 18% dell’effetto serra, mentre per tutti i trasporti su ruota e non, la percentuale è del 13%.
Grazie a corrette scelte alimentari attuate individualmente, ma su piano globale, si potrebbe avere la concreta possibilità di ridurre la desertificazione dei terreni e il loro disboscamento, di contenere carestie e migrazioni per cibo/acqua e conflitti innescati per il possesso di questi beni primari.
L’alimentazione a prevalente base vegetale può rivelarsi anche molto gustosa: deve solo essere esplorata in senso teorico e pratico, richiede conoscenza, qualche buona guida e tanta curiosità.
Il prossimo tema trattato sarà quindi come ottenere le proteine da una alimentazione a prevalente base vegetale. Voglio concludere con il suggerimento dello scrittore americano Jonathan Safran Foer nel suo ultimo libro “Possiamo salvare il pianeta prima di cena”: “Noi siamo il Diluvio e Noi siamo l’Arca”.
Dottoressa Elisabetta Dall’Aglio