Sono pronti a una diffusione massiccia software in grado di scrivere autonomamente una cronaca sportiva o di comporre melodie; cuochi-robot che preparano pasti in modo igienico ed inventivo; congegni più precisi di qualunque medico nell’interpretare una cartella clinica; veicoli a guida autonoma e molto altro.
E così, oltre ai lavori in fabbrica, sono a rischio anche gli impieghi più qualificati: se un tempo l’istruzione e l’impegno garantivano il successo, oggi non bastano più per accedere a una fonte di reddito adeguata.
E, come scrive Martin Ford, autore di questo interessante saggio, solo ripensando il sistema economico e lo stato sociale – e arrivando a un reddito minimo garantito per tutti – potremo cogliere le opportunità di un mondo in cui la tecnologia consentirà maggior prosperità, benessere e tempo libero.